Il teatro d’Opera mira da sempre alla forma d’arte totale ed è per definizione luogo d’incontro tra discipline artistiche diverse che si confrontano, concorrono e entrano in collisione in un genere che trae linfa vitale e si rinnova proprio in virtù di tale tensione.
Memus sceglie di raccontarsi al suo esordio esplorando il territorio magico che si origina intorno al segno dei grandi artisti contemporanei; un segno che si libera dall’economia narrativa e dalle esigenze unicamente significanti e didascaliche per mirare all’anima e alla mente, evocando un oltre che sfugge ad ogni catalogazione.
Memus, un vero e proprio viaggio a più dimensioni, multisensoriale e interattivo, capace di restituire un approccio alla conoscenza e all’esperienza, libero dalle strutture mentali con le quali siamo abituati ad immaginare archivi e musei.
Memus, un archivio contemporaneo, che pretende letture incrociate, itinerari personali e vagabondaggi di senso, cui potranno accedere, senza barriere di spazio e di tempo, le nuove generazioni.

Opera has always aimed at creating a total art form. By definition, opera is the meeting place between different artistic disciplines that confront each other, compete with each other and clash in a genre that draws its lifeblood and is renewed from this very tension.
Memus has chosen to begin its mission by exploring the magic territory that originates around the mark of great contemporary artists; it is a mark that frees itself from narrative economy and purely signifying and didactic requirements in order to aim at the soul and the mind, evoking another world that escapes all attempts at classification.
Memus offers the visitor the chance to go on an authentic multidimensional, multisensory and interactive journey where the approach to knowledge and experience is free from the mental structures traditionally associated with archives and museums.
Memus is a contemporary archive that involves cross-references, personal itineraries and shifting meanings, to which new generations can gain access without barriers of space and time.

 
Transient


mostra a cura di
curated by
laura valente 
giusi giustino 
nicola rubertelli
giulia minoli