Oh! che musica oh! che musica dice Napoli...

Nell’anno che celebra la morte di Gioachino Rossini (1868-2018), il San Carlo si fa promotore di una serie d’iniziative che puntano alla valorizzazione di una memoria storica e artistica, che lo pone al centro delle Celebrazioni nazionali in occasione del 150° anniversario in onore del compositore, da sempre protagonista stellato del palcoscenico napoletano.

Un’occasione fertile per il San Carlo, che sceglie di affidare le sue Celebrazioni al Mosè in Egitto, punta di diamante del cartellone artistico 2017-2018 e in scena dal 15 marzo, in un prestigioso doppio anniversario per il Lirico, che ricorda anche i 200 anni dalla prima rappresentazione del titolo, avvenuta proprio il 5 marzo 1818.

Non solo musica, però, nel segno di Rossini. Il 2018 diventa un’opportunità imperdibile anche per la danza, che porta per la prima volta al San Carlo lo spettacolo di successo firmato da Mauro Bigonzetti e rappresentato in tutto il mondo: Rossini Cards è in programma alla fine di ottobre.

Fiore all’occhiello di questa programmazione artistica, che si muove tra passato e futuro, aprendo sempre di più il nostro Teatro ai giovani, è il “Premio San Carlo” dedicato proprio a Rossini in questa edizione molto attesa. Segno di una memoria percepita come viva e capace di generare nuovi valori e stimoli, per una tradizione che si rinnova nell’ambito di uno stile sempreverde.

Il “palinsesto” culturale del nostro Teatro trova in Memus, il suo Museo e Archivio Storico, il fulcro del coordinamento creativo, che si prefigge l’obiettivo altissimo di promuovere e divulgare la conoscenza dell’opera e dello stile del pesarese, attraverso un prezioso percorso espositivo sul compositore, pensato da uno dei massimi esperti di Rossini, Sergio Ragni.

Il progetto della mostra è avvalorato dalla rete istituzionale che il San Carlo ha tessuto intorno a questo importante Anniversario: voglio ringraziare, infatti, tutte le istituzioni che hanno creduto fin dall’inizio nell’idea di valorizzare il patrimonio rossiniano in un itinerario condiviso, nell’ottica di poter fruire di una ricchezza che appartiene a tutti. Ringrazio, in particolare, la Fondazione Rossini di Pesaro, che ci consentirà di esporre a Napoli, nel nostro Museo, le lettere originali che Rossini scrisse ai genitori, molte proprio da Napoli. E, sempre grazie a questa preziosa collaborazione, porteremo a Pesaro parte di questa mostra durante il periodo del Festival rossiniano in agosto. Ringrazio anche l’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli per la lunga ricerca che ci ha permesso di esporre documenti rari e inediti delle scritture bancarie relative al periodo napoletano di Rossini, oltre, naturalmente, alla Biblioteca Nazionale che ha accolto l’idea di una mostra legata alla Napoli di Rossini e al nostro San Carlo.

La mostra documentaria e iconografica, ospitata e promossa dal nostro Museo, in cui verranno esposti materiali inediti e di grande pregio provenienti dalla ricchissima Collezione Ragni, ripercorre le tappe salienti del periodo napoletano del compositore chiamato dall’Impresario Domenico Barbaja a reggere le sorti musicali di questo Teatro dal 1815 al 1822, in qualità di direttore musicale. Un periodo fecondo, che ha ispirato la composizione di nove opere serie, di cui otto scritte per il San Carlo.

Un percorso cucito su misura, con amore e tenerezza, da un collezionista di memorie, ma anche con lo sguardo attento e lucido del conoscitore, che ha saputo trovare la chiave più autentica e più profondamente umana: quella dell’artista che racconta i suoi successi ma anche le sue amarezze, nello spazio più intimo e vero delle lettere alla madre.

Un grazie sincero a Sergio Ragni per questo suo dono di memorie trapuntate di verità e di suggestione.

Rosanna Purchia