verdi in scena: la memoria

l’Archivio Storico del Teatro di San Carlo conserva un fondo – recentemente digitalizzato – di bozzetti e figurini di allestimenti verdiani che partono dal 1944, con una storica Aida firmata dallo scenografo e costumista Cesare Maria Cristini, cui seguono quello di Roberto Scielzo (1950) ed un terzo ancora di Cristini (1969), che fu responsabile degli allestimenti scenici del Teatro, firmando numerose produzioni fino agli anni Settanta: tra queste, Giovanna d’Arco (1951), Il Trovatore (1968), Un ballo in maschera (1972). Ad Enrico Prampolini erano state commissionate le scene per un’Aida nel 1942, ma il cartellone annunciato fu annullato pochi giorni prima della prevista inaugurazione. L’Archivio sancarliano conserva le scene di Enzo Dehò per Il Trovatore rappresentato all’Arena Flegrea nell’Estate Musicale Napoletana (1954). Nel 1955 Camillo Parravicini crea un Rigoletto ancorato alla tradizione scenotecnica italiana. Il più estroso Attilio Colonnello mette in scena Luisa Miller nel 1963, ed un geniale Piero Zuffi firma un Nabucco nel 1968. Veniero Colasanti e John Moore disegnano una deliziosa Traviata (1966) ispirata alla pittura francese del XIX Secolo. Ancora pittorica è La Forza del destino di Nicola Benois (1973), e così il Falstaff di Georges Wakhévitch (1974), che non venne realizzato, mentre più attento alle nuove tecniche scenografiche appare l’allestimento di Otello di Lorenzo Ghiglia (1973) in tournée a Budapest. William Orlandi recupera la tradizione delle scene dipinte per Il Trovatore (1981), Luisa Spinatelli raccoglie suggestioni rinascimentali per un sobrio Rigoletto (1983) e Giacomo Manzù firma le scene di un poderoso Macbeth (1984). Negli anni Novanta, la coppia Mauro Carosi scenografo e Odette Nicoletti costumista fa il suo esordio verdiano con Otello (1992), cui segue Un ballo in maschera (1994). Il nuovo millennio presenta altri allestimenti verdiani: Don Carlo allestito da Tiziano Santi e Giusi Giustino (2001), Luisa Miller con le scene di Carmelo Giammello e i costumi di Andrea Viotti (2001), la prima assoluta del ricostruito Gustavo III, a firma di Nicola Rubertelli per le scene e di Carlo Poggioli per i costumi (2004). Più recentemente I Masnadieri con le scene di Alessandro Camera e i costumi di Viotti, regia di Gabriele Lavia (2012) e La traviata del cineasta Ferzan Ozpetek, che si avvale delle scene del premio Oscar Dante Ferretti e dei costumi di Alessandro Lai (2012), fino all’Aida inaugurale della stagione 2013 – 2014, con la regia di Franco Dragone, scenografo Benito Leonori e costumista Giusi Giustino.