Giovanni Paisiello al San Carlo

MEMUS inaugura il 24 Maggio 2016, in occasione dei 200 anni dalla morte di Giovanni Paisiello, una mostra che ne delinea la storia ed il rilevante percorso artistico di musicista e compositore.

Visitabile fino al 31 dicembre 2016, l’esposizione, principalmente allestita presso il Museo e Archivio Storico del San Carlo, propone al pubblico un excursus, che dischiude la storia delle rappresentazioni e degli allestimenti dei titoli di Paisiello andati in scena al Teatro di San Carlo soprattutto nel Novecento.

Giovanni Paisiello nasce a Taranto nel 1740 e già nel 1754 è a Napoli, iscritto al Conservatorio di Sant’Onofrio a Capuana seguito dal direttore del conservatorio Francesco Durante. Il 1766 lo vede protagonista a Napoli con la prima opera La vedova di Bel Genio al Teatro Nuovo. Nel 1767 attira l’attenzione del sovrano Ferdinando IV con L’idolo cinese. Nel 1775 l’amicizia tra Paisiello e Ferdinando Galiani mette a capo uno dei capolavori comici del maestro Il Socrate immaginario. Segue un periodo a San Pietroburgo dal 1776 al 1784 presso la Corte di Caterina II. Per alcuni mesi prima del rientro a Napoli soggiorna presso la corte di Giuseppe II di Asburgo a Vienna. Nell’ottobre del 1784 torna a Napoli al servizio di Ferdinando IV e nel 1785 è al San Carlo con L’Antigono. Nel 1798 quando la corte Borbonica si ritira in Sicilia, Paisiello rimane a Napoli e ottiene il favore del nuovo governo della Repubblica Partenopea, che lo nomina maestro di cappella nazionale. Dal 1802 al 1804 è a Parigi conquistando l’ammirazione di Napoleone Bonaparte per cui compose varie opere.

Ritorna nel 1806 nella Napoli di Gioacchino Murate Giuseppe Bonaparte.

Paisiello si congederà dalle scene nel 1808 con I pittagorici dramma di un solo atto che commemorava le vittime della repressione del 1799, questo segnerà una definitiva rottura con la corte Bornonica tornata a Napoli nel 1815. Nel 1816 il 5 giugno muore a Napoli.

La mostra si propone non solo di offrire alcuni spunti per scoprire una produzione musicale sbalorditiva di un maestro incredibilmente prolifico, ma di svelare aneddoti che ricostruiscano i rapporti, tra il compositore e le grandi personalità del Settecento e dei primi inizi del Ottocento.

A piano terra, con ingresso dallo scalone di Palazzo Reale, il costume di Odette Nicoletti che venne indossato da Katia Ricciarelli in Festa Teatrale nel 1987 e, a seguire, subito dopo l’entrata alcune carte geografiche introducono il visitatore al mondo di Paisiello, insieme ad una ruota, emblema di questa mostra, che rivela solo alcuni degli enigmi e delle tante curiosità che rendono la riscoperta di questo compositore avvincente. L’esposizione poi dischiude una sequenza di immagini, realizzate da Luciano Romano, di Festa Teatrale, messa in scena nel 1987 da Roberto De Simone, per festeggiare i 250 anni dall’inaugurazione del Teatro di San Carlo, e del Divertimento de’ numi ed ancora i bozzetti dell’Idolo Cinese, i costumi, i figurini, le foto e i bozzetti del Socrate Immaginario, e verso la fine della sala sono stati per la prima volta esposti importanti documenti dell’Archivio Storico, risalenti al 1817 e la partitura autografa di Francesco Molinari Pradelli, usata nell’edizione dell’Idolo Cinese del 1955. La galleria multimediale è stata completamente rinnovata da Kaos Produzioni, ed offre un esempio di realtà immersiva ed emozionale che porta il visitatore a metà del Settecento, nei giorni in cui il Paisiello studiava violoncello al Conservatorio di Sant’Onofrio fino all’incendio del San Carlo del 1816, che segna la fine di una parabola artistica, pochi mesi prima della morte di Paisiello. Una ricca eredità consegnata a piene mani ad un San Carlo risorto, nel segno di Rossini. Al piano superiore prendono vita i costumi dell’Osteria di Marechiaro, insieme ai figurini, i bozzetti, le fotografie di questo fortunato allestimento, andato in scena nel 2001 e 2011. La mostra si estende infine a Palazzo Reale in Cappella Palatina, dove è stato riallestito il corteo nuziale di Ferdinando IV con Maria Carolina, citato nello spettacolo Festa Teatrale. 

 

 

 Mostra a cura di /          curated by

 Nicola Rubertelli              Giusi Giustino        Francesca Zardini